L'Osservatorio Ipack-Ima parla di ottimismo diffuso

focuson

La filiera industriale italiana del processing e del packaging è in buona salute, genera un giro d’affari annuo superiore ai 44 miliardi di euro, con prospettive future che aprono a interessanti opportunità di business, grazie anche all'elevata propensione esportativa. Tra le insidie percepite dalle aziende, lo scenario competitivo e macroeconomico, i prezzi delle commodities, il costo del lavoro e la tassazione. Questa la fotografia del comparto, come emerge dall’Osservatorio Ipack-Ima*.

    * Osservatorio Ipack-Ima - Studio congiunturale realizzato su base semestrale su un campione di aziende operative lungo tutta la filiera del processing e packaging (costruttori di macchine di processo e confezionamento, fornitori di componentistica, produttori di materiali) e che servono vari settori industriali a valle, suddivisi nelle cosiddette business community Food, Fresh & Convenience; Meat & Fish; Pasta, Bakery, Milling; Beverage; Confectionery; Chemicals, Home & Industrial; Health & Personal Care.

Tra consuntivi e previsioni, la filiera dell’industria italiana del processing e del packaging conferma una crescita nel secondo semestre 2016 tra lo 0% e il 5% per la maggioranza delle tipologie produttive e business community. Il dato ha inciso in modo significativo sul sentiment espresso dagli imprenditori per il semestre in corso.
E se l’export, in particolare, si è rivelato il motore trainante delle vendite, nei primi sei mesi 2017 si prevedono crescite maggiori sul mercato domestico, a cui stanno contribuendo in modo diretto o indiretto le misure dell’iper-ammortamento sull’acquisto di beni strumentali varate dal Governo italiano.

Valutazione globale dei pareri
Scomponendo l’andamento per tipologie di macchinari o materiali prodotti dalle aziende, le macchine di processo hanno registrato un giro d’affari analogamente positivo in Italia e all’estero, con buoni riscontri anche dal punto di vista occupazionale.
In entrambi i semestri, la maggioranza delle aziende del comparto si colloca in un range di crescita compreso tra lo 0 e il 5%. In rialzo, ma a tassi lievemente inferiori, risulta l’altro segmento dei beni strumentali costituito dai costruttori di macchine per il packaging. Un maggior numero di aziende stima cali nelle esportazioni e dell'occupazione, anche se, nei due semestri, prevalgono le aziende che vedono uno sviluppo del business (dal 62% al 75%).
Coerentemente con quanto osservato per il settore dei macchinari per il packaging, anche tra i produttori di materiali da imballaggio si raffreddano le previsioni sull’andamento del semestre in corso, soprattutto per quanto riguarda le vendite nazionali e l’occupazione. Al contrario le previsioni sono migliorative sul fronte export. Estremamente positive sono invece le opinioni delle imprese della componentistica, segmento in cui la quota percentuale di pareri negativi non supera il 5%.

I rischi percepiti
L’indagine ha provveduto anche a un’attenta identificazione dei rischi percepiti dagli operatori del campione riguardo la profittabilità del proprio business. Pur con intensità variabile a seconda dei diversi segmenti produttivi, le principali minacce riguardano il clima concorrenziale sempre più aggressivo (20% dei rispondenti), i fattori macroeconomici incidenti a vario titolo sulle vendite (12%), l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia (uno su quattro dei rispondenti), il costo del lavoro (13%) e i cambiamenti avversi del regime tributario (12%). Minor peso hanno le minacce che vanno a influire direttamente sulla gestione finanziaria delle imprese, come l’accesso al credito e il relativo costo, presenti solo in una quota inferiore al 4% dei rispondenti.

CONSUNTIVI DI FILIERA DEL SECONDO TRIMESTRE 2016 E PREVISIONI DEI PRIMI 6 MESI 2017

Food Fresh & Convenience. L’analisi ha registrato una sostanziale crescita (fino al +5%) per la maggioranza delle aziende, ma sono numerose anche le imprese (una su cinque) che hanno dichiarato un incremento del giro d’affari a doppia cifra (+10%). Migliorative le previsioni.

Meat & Fish. Già caratterizzato da performance non proprio brillanti nella seconda metà del 2016, con l’export per un egual numero di aziende in crescita (tra 0 e 5%) o in calo (fra 0 e -5%), le stime in questo caso sono più caute.  

Pasta, Bakery & Milling. Poco più della maggioranza delle aziende del campione (fra il 62% e il 64% del totale) ha registrato un incremento delle vendite nel secondo semestre 2016. Più positivo il giudizio sul semestre in corso: aumentano di 15 punti percentuali le aziende che prevedono incrementi di fatturato sia sul fronte esportativo sia sulle vendite nazionali.

Beverage. Registrate ottime performance nel secondo semestre dello scorso anno (vendite a +10% per oltre una su cinque aziende), il comparto guarda al 2017 con un atteggiamento più prudente, ridimensionando la crescita in un range compreso tra il 5 e il 10%.

Confectionery. Percezioni di crescita difformi (eccezion fatta per un 6% che prevede cali del fatturato nazionale), forte anche dell’importante incremento del giro d’affari registrato da quattro imprese su cinque (81,2%) nel secondo semestre 2016.

Chemicals Home & Industrial. Prevalgono le società che esprimono valutazioni positive sia sulla crescita osservata, sia sulle sue prospettive di sviluppo. Un numero piuttosto elevato di aziende, tuttavia, formulano previsioni molto negative (-10%) sulle vendite nazionali.

Health & Personal Care. Andamento nettamente positivo delle vendite in Italia e all’estero (>5% per oltre il 40% delle imprese) nel secondo semestre 2016. Crescono le previsioni positive, ma diminuiscono quelle di crescita molto elevata.

 

01.06.2017

Sfoglia gli ultimi numeri delle riviste