Storie in bottiglia: storie di realtà (aumentata)

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Le potenzialità comunicative di un'etichetta “connessa” e le applicazioni tecnologiche possibili raccontate in un percorso a tappe tra vini e liquori, immaginato e realizzato da Nuceria che, ancora una volta, ha saputo stupire operatori ed esperti con la sua App “Storie in bottiglia”. L.G. & S.L.

ape.pngCome si crea il futuro? Secondo Nuceria, lo si fa mettendo in fila, una dopo l'altra, idee capaci di generare bellezza e ispirare innovazione. E poi, facendo “in modo che le cose accadano”, governando però con attenzione l'energia e la costante tensione al cambiamento.
E questo, senza ovviamente trascurare la tradizione e i valori che segnano in modo indelebile lo sviluppo e il successo (custoditi in una formula che, per Nuceria, suona più o meno così: “passione + uomini&donne + creatività + territorio + cuore”).

Ecco perché, una sera di novembre al Nuceria Lab di San Giuliano Milanese, oltre che di packaging integrato, abbiamo sentito parlare di velocità come opportunità di crescita, di innovazione di pensiero ma anche di tecnologia e sostenibilità, del concetto di “possibile adiacente” che indica la ricombinazione di elementi noti e disponibili in nuove soluzioni, per costruire relazioni diverse con il mercato.

Elementi, insomma, che nel mondo di oggi e, a maggior ragione, in quello del packaging in cui Nuceria opera, concorrono a identificare un percorso che implica la connessione fra elementi fisici ed elementi digitali. Come puntualmente accade nel progetto “Storie in bottiglia”, dove tecniche di stampa e finiture speciali di etichette si compenetrano mirabilmente con un'APP progettata e realizzata da Nuceria che, “riconoscendo” la bottiglia, attiva diversi livelli di Realtà Aumentata, così da rendere unica e più coinvolgente l'esperienza del consumatore ed esaltare al contempo l'unicità di un brand.

PARLARE DI IMBALLAGGIO, ANDANDO OLTRE
Ecco quindi che, per saperne di più sul futuro del packaging integrato, siamo stati trasportati in un mondo parallelo, dove abbiamo sentito raccontare storie di persone o eventi che hanno lasciato un segno nelle vicende del mondo, da Marilyn Monroe a Winston Churchill fino a un fantomatico 007, dal Proibizionismo alla Caduta del Muro di Berlino passando per la Rivoluzione Cubana: icone e suggestioni del passato che Nuceria e l'agenzia Nju:comunicazione hanno trasformato nei protagonisti di applicazioni di realtà aumentata, inquadrandoli in una cornice avveniristica fatta di barcode, QRcode, NFC/RFID, BLE, circuiti stampati, sensori, filigrane digitali, sistemi di riconoscimento...

Presentando le potenzialità e le possibili applicazioni tramite connettività alla realtà aumentata, Nuceria ci ha fatto dunque assaporare il gusto di un incontro tra passato, presente e futuro, con l'obiettivo di indicare nuove forme di comunicazione, in particolare per il settore Wine&Spirits.  

Le soluzioni sviluppate e presentate con un taglio di divertissement nel corso dell'evento non volevano infatti essere esaustive, ma semplicemente suggerire come personalizzare al meglio un prodotto, così da essere davvero diverso e attraente per il consumatore finale, puntando a farne un tramite di contenuti interessanti.

6 TECNOLOGIE PER 6 RACCONTI, CON GRAN FINALE  

Nel corso dell’evento di novembre, l’App è dunque diventata il companion device in una sorta di “caccia al cattivo” in cui l’ospite, nei panni di un agente segreto, doveva superare diverse missioni legate a ciascuna delle 6 bottiglie in mostra, per arrivare a sconfiggere un'immaginaria organizzazione criminale. 

4_Vodka.pngLa ricerca prendeva infatti avvio dalla “Vodka Romanova”, avvolta in una sleeve termoretraibile dalle speciali finiture tattili: integrata con una tecnologia di riconoscimento immagine, attivava contenuti, in questo caso il pulsante start e una mappa 3D per orientarsi lungo il percorso. Facile immaginarne l’impiego in ambito Wine&Spirits, per presentare, per esempio, la mappa di un vigneto o di una cantina da esplorare.

Norma.pngDopo la scansione tramite un marker (immagine con pattern geometrici) di “Norma” - la seconda bottiglia con etichetta autoadesiva stampata offset e serigrafata - compariva un'animazione 3D di Marilyn Monroe. L’immagine, in questo caso non interattiva, è stata utilizzata per dimostrare come a un prodotto sia possibile sovrapporre un contenuto virtuale integrativo. I produttori di vino potrebbero immaginare alcuni contenuti legati al brand, alla cantina, agli ingredienti o al bouquet, tutti riprodotti in 3D.

2_birra.pngTerza tappa della missione, la bottiglia di “Birra 1989”: proposta in una sleeve termoretraibile rifinita con lamina Luxoro, offriva un'immagine virtuale 3D con cui l'utente poteva interagire, modificandone il contenuto, come potrebbe accadere nel caso di giochi legati alle fasi del processo produttivo della bevanda.

winston-2.pngNel caso “Winston”, la scansione della quarta bottiglia attivava un menù d’interazione con il consumatore, agevolando la condivisione di informazioni,  presupposto fondamentale per la fedeltà al brand. 
 

tontiwine2.pngScansionando la bottiglia dedicata ai tempi del proibizionismo americano - TontiWine, con etichetta autoadesiva serigrafata rifinita con lamina d'argento -  compariva una mappa 3D diversa dalla precedente; un chiaro esempio di come i contenuti possano essere aggiornati e modificati in tempo reale per mantenere un alto livello di engagement con il consumatore.

3_VOLVER.pngCarta speciale, serigrafia in rilievo, lamina in oro a caldo per l'etichetta autoadesiva: questo “l'abito” di Volver che, dopo la scansione, faceva partire un video sovrapponenolo all'immagine stessa. Espediente utile a comunicare eventuali istruzioni d’uso, modalità operative, messaggi...

Alla fine del percorso, la tecnologia di riconoscimento facciale attivata al tavolo della Vodka suggeriva ulteriori, possibili applicazioni, come azioni promozionali tramite l'acquisizione di immagini diverse, magari dai social media o la gestione di un evento.

Ma il “vero” gran finale dell'evento al Nuceria Lab sta tutto nell'aver  testimoniato il valore e la natura di oggetto in evoluzione, quale è il packaging: entrato ormai di diritto nell'era digitale, tutti noi auspichiamo che l'imballaggio sia anche diventato il mezzo capace di “parlare” con parole nuove ai consumatori di oggi e di domani, rispettandone l'umanità e le inclinazioni, le abitudini e i gusti, sempre comunque all'insegna della trasparenza e della verità nel raccontare un prodotto e una marca. 

Nuceria Group ha dunque ben saputo interpretare il senso di questa metamorfosi, cogliendo le opportunità offerte dalla tecnologia ma anche, e soprattutto, seguendo l'istinto che la guida da sempre, ovvero la tensione al cambiamento, la capacità di reinventarsi di volta in volta, la volontà di sperimentare pur restando con i piedi per terra.

E non è quindi un caso che stia facendo evolvere il proprio modello di business da fornitore di prodotto a fornitore di servizi, non solo suggerendo modelli di comunicazione consapevoli e più vicini agli end user, ma recuperando il fattore umano e valorizzando le risorse.

Perché, in fondo, come ripetono convinti in azienda «dietro alla tecnologia ci sono sempre gli uomini e quelli, si sa, cercano nelle loro azioni qualcosa di speciale… proprio come una storia da raccontare».
 

18.12.2017

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