IMA e il pensiero digitale

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Tra le maggiori realtà manifatturiere italiane, IMA a interpack ha fatto notizia per una presenza, che non poteva certo passare inosservata: 3.500 m2 con macchine e linee di processo e confezionamento, frutto di un’ingegneria consapevole che trasforma il pensiero globale in azioni, reali e sostenibili. E con la presentazione ufficiale di IMA Digital, ha  annunciato il suo personale viaggio nel 4.0, convincendo gli oltre 4.400  visitatori allo stand.

A fine febbraio 2017, il Presidente e Amministratore Delegato di IMA Alberto Vacchi presentava ai dirigenti il programma IMA Digital, sintetizzando  l’insieme dei progetti che rappresentano l’impegno della società nei confronti della Smart Factory e degli Smart Products; per seguire tali progetti è stata creata una struttura ad hoc, incaricata di presidiare le tecnologie più avanzate e applicare le logiche informatiche ai rapporti in essere, dentro e fuori l’azienda.

  Gruppo IMA: macchine in scena
A interpack il Gruppo IMA ha portato nuove macchine e linee complete per il processo e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari, te, caffè: un ampio range di soluzioni per ogni necessità, di cui riportiamo una selezione.
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CROMA, the new machine for continuous coating

Convinti dunque che l’innovazione digitale sia prioritaria per aumentare ulteriormente la competitività di Gruppo, al proposito lo stesso Vacchi dichiarava ancora:

«L’uso degli strumenti della società dell’informazione sta nel nostro DNA fin dalle prime applicazioni al mondo della meccanica, ma oggi viene richiesto un passo in più, e noi ci stiamo organizzando per farlo al meglio e concretamente. Ma siamo molto attenti anche ai punti di forza e alle debolezze che l’Industria 4.0 nella piena applicazione potrebbe evidenziare. Per  questo abbiamo anche avviato un dibattito costruttivo con il mondo del lavoro, per comprendere al meglio le forze in gioco nella cosiddetta “quarta rivoluzione industriale».


P100, packaging machine for portion cups

 

Essere Smart
Da quella dichiarazione alla presentazione ufficiale di IMA Digital a interpack sono trascorsi poco più di due mesi, ma in fiera il messaggio era declinato in modo chiaro e trasparente, illustrando la via intrapresa verso la Smart Factory, le Smart Machines, una Smart Organisation e gli Smart Services.

Obiettivo condiviso: la revisione dei concetti aziendali e di macchine in ottica Industria 4.0, per portare ulteriore innovazione agli utilizzatori.

Secondo una precisa tabella di marcia, le aree su cui si concentrerà il team dedicato a Ricerca e Innovazione coordinato da Dario Rea e quello coordinato da Pier Luigi Vanti (ICT Corporate manager) saranno l’IoT, la digitalizzazione della supply chain e quella dei processi interni: in pratica, IMA Digital si impegna a sviluppare il dialogo digitale tra l’azienda, le macchine e le cose, ma anche tra impresa e fornitori e, nel medio periodo, tra clienti e gli stessi dipendenti.

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FTC 578-C, continuous high-speed vertical cartoner
 

Più dialogo e informazioni
Il ricorso agli strumenti di IoT consentirà anzitutto di aumentare la capacità degli impianti di dialogare fra loro, comunicando da remoto tramite control room e sfruttando robot collaborativi, che aiuteranno gli operatori nelle attività meno qualificanti.

Resta fondamentale, in questo ambito, la formazione del personale di macchina, siano essi gli addetti all’intervento tecnico interno o gli operatori dei  clienti che utilizzano le macchine IMA per le loro produzioni quotidiane.

Allo scopo, verranno messi loro a disposizione strumenti in grado di fare da interfaccia con gli impianti, per ottenere un accesso molto veloce alle informazioni, cosa utile soprattutto in fase di manutenzione.

 
VERTI | CARE, vertical cartoner

Con strumenti di realtà aumentata, un tablet e un’app in via di sperimentazione, i tecnici potranno, per esempio, individuare con estrema facilità il componente di un impianto che necessita di attenzione, navigando tra menù accessibili dove selezionare solo le informazioni necessarie all’intervento. E questo è il presupposto per un’efficiente manutenzione programmata: sono infatti allo studio tecnologie in grado di valutare gli stati di usura e di consumo dei componenti delle macchine attraverso processi di comunicazione e networking a bordo macchina, con alert diretti all’operatore o alla control-room.

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595, single serve coffee capsule filling and sealing machine
 

La pratica della realtà virtuale
Sembra quasi un ossimoro, ma in IMA si sta lavorando da tempo a sperimentare la tecnologia della realtà aumentata abbinata ai tradizionali  strumenti di progettazione. E la presenza a interpack lo ha pienamente dimostrato. Come hanno avuto modo di osservare sia Rea sia Vanti, la realtà virtuale apre «a un percorso di opportunità dominato dalla cosiddetta wereable technology, che sta cambiando il modo in cui sviluppatori e clienti affrontano, maneggiano e studiano i prodotti».

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C27-E, a 300 bags/minute packaging solution with knot technology for tea and herbs

Con l’obiettivo di aumentare la percezione sensoriale mediante l’aggiunta di informazioni elaborate e trasmesse elettronicamente, altrimenti non percepibili da vista e tatto, IMA sta sperimentando la realtà virtuale negli ambiti marketing/commerciale e progettuale.

Nel primo caso con l’intento di proporre un’esperienza del tutto nuova e di impatto al potenziale utilizzatore di una macchina, invitandolo a studiarne virtualmente i meccanismi e l’operatività prima ancora di averla acquistata.

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C1290, automatic tube filler
 

Per quanto riguarda la progettualità, la realtà aumentata rende già ora possibile verificare i vari gruppi meccanici, consentendone il montaggio e lo smontaggio. O, ancora, può facilitare la comunicazione tra disegnatori e progettisti di tutto il mondo, grazie alla proiezione di modelli e prototipi che rendono obsoleti i moke up di legno o plastica.   

It can also facilitate communication among designers and planners across the globe through the use of model/prototype projections that make wood and plastic mock-ups obsolete.

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SENSITIVE AP400 COMPACT, latest development in carton labelling

Organizzare le conoscenze
(e le competenze)

Il processo di digitalizzazione, secondo IMA, non potrà mancare di coinvolgere il territorio in cui la società opera e dove ha in essere rapporti di collaborazione con un network diversificato di fornitori.

Analogo discorso vale per l’organizzazione aziendale interna tout court: al proposito, il management è chiamato ad affrontare un cambio culturale significativo, che implica la disponibilità a creare massima interazione fra le strutture - tecniche, amministrative, finanziarie - così che a tutti i livelli si parli un linguaggio comune.
 
      

03.07.2017

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