Prodotti chimici per uso domestico: il confezionamento

Andamento del mercato dei prodotti per la detergenza domestica e l’impiego di packaging. 
Barbara Iascone


Secondo la classificazione di Federchimica Assocasa, il settore dei prodotti per la pulizia, la manutenzione e l’igiene degli ambianti comprende detersivi, saponi da bucato, coadiuvanti di lavaggio, disinfettanti e disinfestanti ambientali, cere, prodotti per la cura dell’auto, deodoranti ambientali e prodotti per la pulizia e manutenzione in generale.
Il rapporto annuale dell’associazione del febbraio 2017 riporta di un calo complessivo delle vendite a valore (-2,7%), imputabile in massima parte all’area dei disinfettanti, che segna un -13,7%.
Il comparto dei detergenti cala dell’1,9%, dove si segnala il -2% relativo ai detersivi per il bucato e il -1,3% dei detersivi per stoviglie e lavastoviglie. Nell’area detersivi per bucato crescono tuttavia quelli liquidi per lavatrice (+0,6%) mentre calano i detersivi in polvere per lavatrici (-7,4%), i detersivi liquidi per il bucato a mano (-14%) e quelli per i capi delicati (-5,7%).
Nell’ambito stoviglie, crescono quelli destinati al lavaggio in lavastoviglie (+2,2%) e calano quelli per il lavaggio a mano (-4,2%).

La disamina degli altri comparti evidenzia un calo dell’1,2% per i coadiuvanti del lavaggio (ammorbidenti ecc.) e del -2,5% per i prodotti per la manutenzione.
Tutto cambia però se ragioniamo in termini quantitativi e non più a valore. Secondo le rilevazioni Istat, la produzione globale nell’area detergenza nel 2016 è in crescita del 2,4%, assestandosi intorno alle 2.922.000 tonnellate. Il commercio estero, sempre secondo le rilevazioni Istat, chiude l’anno 2016 con un +6,9% per le importazioni e un +3,2% per le esportazioni.
Il commercio estero nazionale è guidato essenzialmente da importanti imprese internazionali attive nel settore e presenti in Italia.  
Il consumo apparente si assesta intorno alle 2.282.000 tonnellate (+3% rispetto al 2015).
Questa differenza di andamenti, che si registra a seconda dell’unità di misura analizzata, si spiega essenzialmente con la propensione al risparmio dei consumatori italiani, che perdura ormai da qualche anno.
L’industria della detergenza, peraltro, sta mettendo in campo parecchi sforzi per riuscire, da un lato, a soddisfare le esigenze e i bisogni delle famiglie, dall’altro per offrire prodotti innovativi e performanti. Di fatto, se il consumatore di oggi guarda al risparmio, cerca anche prodotti efficaci e al contempo ecologici e rispettosi dell’ambiente.
Questa tendenza influenza non solo la natura dei prodotti ma anche le scelte del packaging in un mercato avviato alla maturità, ma ancora vitale in termini di innovazione di prodotto.

I canali della distribuzione
Per quanto riguarda i canali di vendita, sempre secondo l’analisi di Assocasa, le uniche realtà distributive che registrano tassi di crescita sono i negozi specializzati (Drug Specialist), che segnano un +2,1% e dove si può trovare un ottimo assortimento quantitativo e qualitativo, affiancato da buone opportunità di risparmio. I discount risultano in sostanziale stabilità, +0,1%, mentre le piccole superfici distributive, gli Iper ed i Super, registrano dei cali.

Le tipologie di confezionamento
Nel settore della detergenza continuano a dominare gli imballaggi di plastica, siano essi rigidi o flessibili: gli unici spostamenti di quote di mercato registrate sono quindi tra le diverse tipologie di plastica.
La scelta del materiale di imballaggio, come in tutto il settore chimico, risulta in gran parte funzionale alle differenti caratteristiche chimico-fisiche del prodotto da confezionare, ma dipende anche da esigenze di comunicazione atte a differenziare i diversi marchi commerciali e le innovazioni di prodotto.
Analizzando i numeri della Banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio, il mix del packaging evidenzia quanto segue.
Nel 2016, gli imballaggi di plastica coprono il 93,5% del confezionamento dei prodotti per la pulizia e la manutenzione degli ambienti, una percentuale costante ormai da qualche anno.
Nello specifico troviamo:
-  i flaconi in plastica, che nel 2016 si sono assestati al 67,8% (-0,7% rispetto al 2015);
- i contenitori realizzati con materiale accoppiato flessibile da converter, che crescono anno dopo anno e nel 2016 raggiungono il 22,5% del totale delle confezioni del settore;
- le ricariche per i flaconi dei detersivi realizzate con materiale plastico biodegradabile (che si aggiungono alla famiglia degli imballaggi di plastica) e risultano in costante crescita, raggiungendo nel 2016 l’1,2% del totale mix del packaging.
Questa ultima tipologia di imballaggio, in particolare, è destinata ai prodotti concentrati, che messi in acqua calda all’interno di un flacone, si sciolgono rilasciando quanto necessario a ricostituire il detersivo o il detergente originale. Ancora nell’area “imballaggi di plastica” troviamo gli incarti utilizzati per i saponi in pezzi (1%) e i tubetti (1%).
Il restante 6,5% del packaging del settore è composto da:
- astucci di cartoncino, impiegati in prevalenza per i prodotti in polvere e per tabs per lavastoviglie che, nel 2016, rimangono costanti al 4%;
- bombolette spray di metallo (ormai quasi esclusivamente in acciaio a scapito dell’alluminio) che si assestano all’1,5%;
- contenitori accoppiati rigidi all’1%;
- il restante 0,5% è rappresentato dai distributori automatici di prodotti sfusi, un fenomeno che in Italia non ha attecchito come in altri paesi e negli anni è andato via via diminuendo.
Accanto agli imballaggi primari troviamo gli imballaggi secondari e da trasporto (scatole di cartone ondulato, film termoretraibile e pallet).                                      

La detergenza, nei primi mesi del 2017
I dati Istat relativi ai primi 5 mesi del 2017 confermano che il settore della detergenza è partito bene, con una produzione in crescita dell’1,4% rispetto allo stesso periodo del 2016. Nello stesso periodo, il commercio estero è caratterizzato da un import in calo del 2,3% e un export in crescita del 4,5%.
Il consumo apparente dovrebbe registrare un calo intorno all’ 1,2%.
Secondo le ipotesi dell’Istituto Italiano Imballaggio, per quanto riguarda il mix del packaging, si dovrebbero confermare gli andamenti del 2016, con il flessibile e le confezioni in materiale plastico biodegradabile in crescita, assestati rispettivamente al 22,8% e all’1,4%. Questi incrementi andranno ancora scapito dei flaconi in plastica.

Flaconi 100% rPET da Henkel
Chiaro esempio di innovazione sostenibile nel packaging della detergenza, la soluzione consente di risparmiare circa 413 tonnellate di plastica vergine all’anno, riutilizzando circa 550 tonnellate di rifiuti plastici.
Premiati nel 2016 nell’ambito del Bando Conai sulla Prevenzione, i flaconi sono stati valutati in particolare in base a tre indicatori: GWP (Global Warming Potential), ovvero l’impronta di carbonio; GER (Gross Energy Requirement) cioè il consumo totale di energia durante l’intero ciclo di vita del flacone; H2O, vale a dire l’acqua di processo impiegata per la realizzazione di questa bottiglia.

Barbara Iascone
Istituto Italiano Imballaggio 

 

13.10.2017

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