Il settore degli imballaggi

Il 2016 chiude con un incremento della produzione di imballaggi espressa in tonnellate del 3,2%, che va ad aggiungersi al +2,3% registrato l’anno precedente. A guidare il trend è il mercato interno, in quanto le esportazioni risultano essere ferme.

Nel 2016 l’andamento delle varie tipologie di imballaggi è difforme (e non sempre positivo): da evidenziare, in questo contesto, il -17% per gli imballaggi in alluminio e la stabilità dei contenitori rigidi poliaccoppiati. I trend positivi riguardano gli altri materiali, dove si registra un +4,9% per la plastica, un +4,7% per il legno,  un +3,3 per il vetro e un +2,2% per i flessibili da converter. Gli imballaggi di acciaio crescono dell’1,7%.

Bisogna comunque sottolineare che questi tassi si riferiscono alle quantità di imballaggi espresse in tonnellate; va da sé, quindi, che il +2% del flessibile da converter, essendo molto leggero, ha un “peso” diverso rispetto ai tassi di crescita di altre tipologie di packaging più pesanti. Il fatturato del settore imballaggi, sempre sulla base di un primo consuntivo, ha segnato un incremento intorno all’1,9%. Nel 2016, a differenza del 2015, la crescita in termini di fatturato è meno brillante rispetto a quella espressa in peso.
A favorire il trend positivo della produzione di imballaggi anche il crescente sviluppo degli acquisti online, che comportano una maggiore richiesta di  packaging capaci di garantire spedizioni adeguate per proteggere al meglio le merci. Secondo una ricerca della Casaleggio Associati, nel 2016 le vendite online sono cresciute del 10% raggiungendo un fatturato di 31,7 mld di euro.                                                       

Barbara Iascone
Istituto Italiano Imballaggio

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18.07.2017

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